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Ci sono tre motivi principali per cui la tua strategia di marketing non sta funzionando:

  1. Hai sbagliato l’analisi iniziale e non hai capito alcuni elementi fondamentali (per esempio chi è il target, come creare una buona offerta per lui, come scegliere i prezzi o come distinguerti dagli altri che fanno il tuo stesso lavoro).
  2. Non la stai eseguendo (e forse non hai un obiettivo chiaro). Hai creato un piano su un file o con un insieme di schemini disegnati su un foglio e poi… tutto rimane lì. Ti dimentichi di postare, non hai tempo per curare la newsletter, non riesci a fare quelle foto che servivano al lancio del nuovo servizio. Oppure ti lasci trasportare dall’entusiasmo e dalle mille idee creative e anziché seguire il piano che avevi stabilito, improvvisi e vai a braccio.
  3. La esegui ma non ti soffermi a capire i dati. La lettura dei dati non è una cosa che si può fare mentre sei in pausa caffè e scrolli i tuoi ultimi 3 post su Instagram dando un’occhiata fugace alla copertura e ai like. Hai bisogno di un momento preciso della tua organizzazione mensile in cui riprendi in mano le azioni della tua strategia e verifichi come è andata. Quali erano le tue aspettative? Cosa è successo in realtà? Quali numeri confermano che sei sulla buona strada? E se questi numeri non sono quelli che ti aspettavi cosa devi correggere per aggiustare il tiro?

Certo, lo so che stai pensando che non è per nulla semplice ma credo anche che la posta in gioco sia bella alta e valga la pena leggere questo articolo in cui ti mostro quali cose non devono mancare in 3 fasi importanti di ogni strategia: Analisi – Esecuzione – Controllo dati.

Una buona analisi iniziale è la tua priorità

Quando imposti una strategia è fondamentale che tu ti faccia delle domande. Le domande – credimi – sono davvero uno strumento potente: è da loro che parte tutta l’attività di creazione di un piano. Per esempio, se sei un freelance agli inizi puoi chiederti:

  • Chi sono e in cosa sono davvero bravo?
  • A chi posso aiutare con le mie competenze?
  • C’è un gruppo di persone che ha davvero bisogno delle mie competenze?
  • In che modo le mie competenze si trasformano in servizi che offro?
  • Come fanno i miei servizi a trasformare e aiutare il mio target a ottenere ciò che desidera?
  • Quanto vale il mio servizio? Che valore è disposto a pagare il mio cliente?
  • Quali altri professionisti si muovono nel mio mercato e quali valuterà il mio cliente prima di scegliere me?
  • In che modo mi differenzio? Quale è la mia unicità?

Se invece sei già avviato ma vuoi crescere, puoi fare una fotografia del tuo business e capire:

  • Sto mantenendo le promesse che faccio ai miei clienti?
  • Cosa sta funzionando e posso potenziare?
  • Cosa invece, al momento, non funziona e come posso migliorare?
  • I miei clienti attuali sono quelli giusti per me o attiro le persone sbagliate?
  • Il mio valore percepito è adeguato e riconosciuto?
  • Vorrei fatturare di più: posso diversificare i miei servizi?

Ebbene sì, sono domande da un milione di dollari, ma sono davvero importanti perché mettono le basi indispensabili della tua strategia.

Le domande ti aiutano a fare una prima indagine interna: partendo da te e dalla tua capacità osservativa infatti, cominci a mettere i mattoncini della situazione di partenza.
Una volta che hai delle risposte in mano rivolgi la tua analisi all’esterno: fai ricerca, consulta dei dati, fai dei sondaggi, scava e indaga per capire se davvero le tue impressioni interne corrispondono alla realtà oggettiva del mercato esterno.

Rimani fedele al piano

Una volta che hai compiuto la tua analisi, stabilito il tuo obiettivo e messo insieme la tua strategia hai un’altra importante sfida davanti: rimanere fedele al piano che hai fatto. Se hai stabilito di seguire un determinato piano editoriale, di portare avanti una strategia di sponsorizzata o di dare vita a un ciclo di dirette che ha l’obiettivo di farti conoscere cerca di mantenere la linea per almeno tre mesi. La parte iniziale è la più dura: avrai pochi riscontri e ti demotiverai facilmente MA solo raccogliendo dei dati per un periodo sufficiente di tempo potrai capire cosa non funziona.

Chiediti cosa devi cambiare

Ogni mese assicurati di dedicare almeno due ore a capire i dati significativi. Ci sono due tipi di analisi che puoi fare:

  • discorsiva,
  • numerica.

La prima prevedere un momento in cui butti giù impressioni, entusiasmi, malesseri o maldipancia in quello che si chiama Brain Dump, un esercizio di svuotamento del cervello che ha la funzione di “tirare fuori” le cose rilevanti che sono accadute durante il mese. Se sei una piccola attività, coinvolta in prima persona in tutti i ruoli di una piccola impresa, avrai probabilmente tante emozioni vive che ti scorrono dentro dopo un mese di lavoro: dedicati del tempo per tirarle fuori e poi analizza con calma ogni punto che hai scritto con una revisione discorsiva in cui ti chiedi cosa è andato, cosa no e come migliorare.

La seconda fase di revisione mensile deve necessariamente essere numerica: prendi i dati rilevanti e tracciali in un unico documento. È molto importante che tu non li disperda in mille quaderni o in pagine sparse: stai su un unico file e tieni traccia della progressione. Quali dati ha senso tracciare? Tutti quelli rilevanti per il tuo obiettivo: possono essere per esempio dati che riguardano la crescita del fatturato, l’incremento dei clienti, la fidelizzazione dei clienti, le visualizzazioni del tuo blog, l’andamento delle tue campagne e così via.

Se la tua strategia non sta funzionando quindi, è il momento di riprendere queste tre fasi. Cosa hai trascurato? Forse hai fatto un’analisi iniziale frettolosa? Oppure tendi a perderti per strada e non dai fiducia al tuo piano? O ancora, lo fai, ma poi non vai a vedere come è andata? Cerca di individuare il lato debole e corri ai ripari grazie ai suggerimenti di questo articolo!
Tifo per te!

 

 

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