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Come scegliere i canali di comunicazione

Instagram, Pinterest, Telegram.
Tik Tok, Blog, LinkedIn, Twitter.
Facebook, Gruppo Facebook, Google Ads
.
WhatsApp Business, Youtube, Email Marketing.


I canali di comunicazione a disposizione di chi ha un’attività sono tanti e in continua evoluzione. Modifiche, innovazioni, algoritmi, interfaccia, ti danno giusto il tempo di adagiarti a un momentaneo status quo, che ecco che arriva l’ultima novità a cui devi riadattarti. Penso banalmente a Instagram e alla rapida introduzione di nuovi elementi in Stories (dalla funzione musica, ai filtri, dai selfie stickers, all’adesivo chattiamo). E poi IGTV, ora Reels.

Insomma, curare una strategia multichannel (ovvero declinata in più canali) è importante, ma scegliere solo i luoghi strategici in cui essere presenti lo è ancora di più. È ormai indispensabile per una pmi che ha l’esigenza di ottimizzare tempo e risorse, figuriamoci per micro-imprese e freelance, i cosiddetti piccoli business che si trovano, almeno nelle fasi iniziali, a curare da sé ogni aspetto della propria attività, inclusa la comunicazione, con difficoltà notevoli nella gestione del tempo.
Ti suona familiare?

Quali canali di comunicazione scegliere?

Ecco le domande difficili: dove devo essere?
Come scelgo i canali in cui essere presente?
Non va bene stare solo su Instagram (d’altra parte sono tutti lì)?
E mi serve per forza un sito e un blog? Ma il blog non era morto?

Di solito succede che:

  1. Stai solo su Instagram e intanto provi a vendere i tuoi prodotti lì, poi si vedrà.
  2. Oppure sei ovunque: Facebook, Gruppo Facebook, Instagram, Telegram, LinkedIn, newsletter, blog. Dopo un po’ non ci stai dietro e cominci a pubblicare lo stesso contenuto in tutti i canali.
  3. Parti con 8 canali da seguire (non ci credi? Contali!) e finisci a non pubblicare nulla per mesi.

Perché questi approcci non funzionano?

Il primo perché un social non è uno spazio tuo e ti espone al rischio di una strategia troppo dipendente da algoritmi e regole altrui.

Il secondo poggia su un assunto sbagliato: il mito della visibilità, il “così mi vedono più persone“. Ogni canale però ha le sue regole, i suoi utenti, le sue specifiche. Immagina i canali come Stati: non puoi visitarli tutti parlando sempre la stessa lingua. Non puoi riproporre lo stesso contenuto senza riadattarlo.
O meglio, puoi: ma difficilmente questo porterà risultati.

Il terzo è legato alla natura della comunicazione online: squisitamente intrecciata con una presenza costante e con una frequenza prevedibile.

La verità è che curare bene un canale di comunicazione non è mai una cosa che “tanto ci vuole un attimo”. Richiede strategia, pensiero, contenuti, analisi dei dati.
Soprattutto, richiede tempo.
Non solo per creare un contenuto e pubblicare.
Tempo per seguire il pubblico e conversare.
Tempo per imparare a usare meglio le potenzialità del canale.
Tempo per capire i dati, per ascoltare il pubblico e migliorare.

Per questo è importante scegliere. Per dare vita a una strategia sostenibile, efficace, sensata.

Con questo articolo voglio suggerirti quindi un approccio ragionato alla scelta dei tuoi canali, che tiene conto di tutti gli elementi che devi avere sul piatto prima di fare le tue valutazioni strategiche:

  • Obiettivo
  • Pubblico
  • Risorse disponibili
  • Competenze e abilità personali.



Perché comunichi online?

Il tuo obiettivo di comunicazione è il punto di partenza: ti serve a capire cosa ti aspetti di ottenere dalla tua presenza online. Ha a che vedere con il prodotto/servizio che offri, con il tuo modello di business e con la fase in cui ti trovi con la tua attività.

Un buon modo per individuare l’obiettivo del tuo essere online, ancora prima della scelta dei canali, è immaginarti proiettato da qua a un anno e chiederti:

Cosa ho ottenuto per la mia attività?


Non vale rispondere “tanti clienti”: l’online ha dei tempi fisiologici di costruzione di una relazione tra chi non sa della tua esistenza e chi è pronto all’acquisto, non puoi saltare le tappe. Se sei in una fase iniziale, ad esempio, un buon obiettivo è farti conoscere da un gruppo di persone che prima non sapevano chi fossi e che ora invece ti seguono e ti ascoltano.
Se hai già un pubblico affezionato, un buon obiettivo potrebbe essere far sapere loro del lancio dei tuoi nuovi corsi e quindi convertire una parte di loro in clienti.

E infine: il tuo progetto ha fretta? Se hai bisogno di risultati rapidi, in tempi brevi, i canali a pagamento sono ideali. Al contrario, puoi optare per canali organici che portano traffico con un investimento di tempo, come per esempio un blog ottimizzato SEO che difficilmente darà i suoi frutti in un tempo inferiore ai 6-12 mesi.
Solo quando hai capito qual è il tuo obiettivo, cerca di pensare ai canali che conosci valutandone la coerenza con il tuo progetto.


Il tuo obiettivo è farti conoscere e seguire da una community? Instagram è perfetto!
Hai bisogno di portare tante persone nel tuo sito? Puoi valutare: SEO, Pinterest o inserzioni a pagamento.
Sei un professionista che vuole espandere il suo network e conversare con altri colleghi? Un gruppo Facebook, Telegram, Twitter vanno bene.
Hai un business che vende ad altre aziende? Non puoi non considerare LinkedIn.
Il tuo obiettivo è rafforzare la relazione con i tuoi clienti e fidelizzarli? La newsletter è il canale ideale.


In poche parole, un canale si sceglie solo dopo aver capito cosa si vuole ottenere.

Dove si trova il tuo pubblico?

La seconda, fondamentale, riflessione che ti consiglio di fare è sul tuo pubblico: chi è? Dove si trova? Che canali usa? In che momenti della sua giornata? Per cosa usa quei canali?
Se ancora non sai chi è la persona a cui rivolgi il tuo messaggio, è davvero fondamentale fare un passo indietro, e capire con chi parli.
Tra gli strumenti più utili e interessanti per intrecciare i dati e conoscere il pubblico puoi utilizzare: Facebook Audience Insights, utile a capire i comportamenti delle persone che usano i Social: ti permette di intrecciare dati, fare riflessioni, avere spunti di partenza.

Una volta che ti è chiaro dove si trova il tuo pubblico, non ti resta che chiederti: tra tutti i canali in cui lo trovo, quali si adattano anche al mio obiettivo?


Che risorse hai?

Un buon lavoro di comunicazione richiede presenza, costanza, identità. Tutte qualità che a loro volta richiedono un investimento in termini di tempo o di budget.
È quindi arrivato il momento di chiederti quanto tempo hai davvero a disposizione. Quanto tempo puoi dedicare alla tua comunicazione ogni settimana?
3 ore? 8 ore? 20 ore?
Ora prova a simulare il tempo che ti occorre, a spanne, per creare dei contenuti per quel canale. Mettici un 20% in più di tempo a settimana, da dedicare alla sua gestione e a formarti.

A questo punto fai una scelta sostenibile.

Meglio partire con 1 o 2 canali e aggiungerne ulteriori in seguito.
Meglio curarne pochi ma con efficacia.
Meglio conoscerne bene uno e poi studiarne un secondo.
Meglio che almeno uno sia un canale proprietario.

E se scopri che il tempo per la comunicazione non c’è? In questo caso ci vuole un budget, o per delegare a un professionista o per sfruttare le potenzialità dell’online advertising.


Cosa sai fare meglio?

Lavoro con micro-imprese, freelance, artigiani. Non ho mai avuto un cliente che non gestisse da sé la sua comunicazione e i suoi canali. Posso proprio dire che imparare a gestire i canali da sé è un bisogno di mercato: la maggior parte dei piccoli business preferisce la formazione alla gestione, per contenere i costi.

Con cosa ti scontri però, quando sei piccolo e ti tocca curare i tuoi canali?

Con il fatto che alcune cose non ti piacciono o non ri vengono bene. Se la scrittura non è il tuo, una newsletter o un articolo di blog saranno una tortura.
Se non hai abilità fotografica, quando si tratta di Instagram è un tedio.
Se un obiettivo ti mette a disagio, partire con Youtube è impossibile.
C’è chi ha il dono della sintesi e chi no, chi è bravissimo a imparare delle tecniche e chi invece fa fatica.
Inutile girarci attorno: non tutti siamo in grado di fare tutto, e quando si tratta di capire i canali da seguire, è meglio sceglierli compatibili con le nostre affinità, doti e capacità.

Se la comunicazione la curi tu, non puoi non tener conto di te.


Scegli quindi anche in base ai tuoi talenti e abilità i canali che ti sono più congeniali, ma ovviamente solo se c’è anche il tuo pubblico, se hai le risorse di tempo o budget e se ti portano verso l’obiettivo che vuoi raggiungere.